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mercoledì 4 aprile 2012

Investire nel green design - Intervista all'architetto designer siciliano Vito Tripolone


Secondo il Rapporto GreenItaly 2011, negli ultimi tre anni circa 370.000 imprese italiane (precisamente il 23,9%) hanno investito e investiranno nelle nuove tecnologie verdi, ridistribuendo equamente in tutto il Paese un’occupazione sostenibile per il 38% dei casi: 227.000 “assunzioni verdi” su un totale di circa 600.000. La metà dei nuovi impieghi si può ricondurre ai classici “green jobs”: settore delle energie rinnovabili, tutela dell’ambiente, efficienza energetica, mobilità ed edilizia sostenibile. Il primo posto delle aree con il più alto tasso occupazionale (70% delle assunzioni) va al settore del green-building.


Investire in un prodotto o in un progetto verde ha i suoi vantaggi: per prima cosa si combatte l’inquinamento ambientale utilizzando esclusivamente materiali ecosostenibili che non hanno nessun impatto deleterio sul pianeta. In secondo luogo, da un punto di vista estetico e stilistico i risultati possono essere davvero strabilianti. Lo testimoniano per esempio le numerose creazioni dei talentuosi designer italiani: originali, sofisticate, efficaci, innovative e soprattutto ecologiche. Le idee nascono da un creativo connubio tra architettura e natura con l’obbiettivo di ridisegnare e rendere “vivi” gli interni di una casa, un ufficio, uno store, ecc. A contribuire al grande successo del green design è certamente l’utilizzo di un nuovo materiale, il Moss, un muschio naturale che non necessita di interventi di manutenzione e che vive negli ambienti interni nutrendosi esclusivamente dell’umidità naturale dell’aria. Grazie al Moss, in ogni ambiente si può ritagliare un angolo verde, creando giardini verticali o complementi d’arredo come ad esempio un lampadario con orto sospeso, un tappeto vegetale, una parete in fiore, un soffitto d’erba e così via.


Ci racconta la sua esperienza il giovane architetto/designer siciliano Vito Tripolone.

venerdì 12 agosto 2011

Case antisismiche ed ecocompatibili ad Haiti



Il 12 gennaio 2010 i nostri occhi erano puntati sull’isola di Haiti appena colpita dal catastrofico terremoto. Dopo la devastazione di quasi tutto il territorio, diversi ricercatori italiani e la Scuola Superiore di Architettura di Grenoble hanno deciso di progettare abitazioni antisismiche ecocompatibili ed economiche, costruite con uno speciale telaio in legno e una muratura in pietra.

Ario Ceccotti, direttore di Invalsi (l’istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree del CNR di San Michele all’Adige) spiega come in questi giorni si stanno effettuando le prove di resistenza sismica su una struttura sperimentale:

"Finora non sono mai stati realizzati studi sul comportamento di strutture miste di questo tipo in caso di sisma: non esistono dati sperimentali né modelli a fortiori. I nostri test di misura delle prestazioni meccaniche saranno dunque la prima base scientifica per fornire gli strumenti tecnici con cui migliorare gli edifici esistenti e costruire quelli nuovi. Del resto il legno che noi studiamo è un materiale che rappresenta dei valori: è vivo, amico dell’ambiente e soprattutto sicuro. Che la nostra competenza si traduca in aiuto concreto per persone che hanno vissuto una catastrofe come quella di Haiti è un motivo di orgoglio".