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mercoledì 11 settembre 2013

Inaugurata la prima casa off grid d'Italia: addio petrolio!


È stata realizzata a Monsano, in provincia di Ancona, ed è la prima casa italiana completamente indipendente da fonti fossili inquinanti, scollegata dalla rete elettrica nazionale e dalla tradizionale fornitura di gas. Grazie alle tecnologie green sviluppate negli ultimi anni, l'azienda marchigiana Energy Resources è riuscita a mettere a punto un progetto rivoluzionario: realizzare abitazioni che non siano più dipendenti dal petrolio! "Ha ragione Moody's – ha commentato il proprietario dell'azienda Enrico Cappanera - ora le multinazionali possono realmente preoccuparsi, è finita l'era del petrolio. Operazioni come questa rendono più concreti i concetti legati alla terza rivoluzione industriale ed aprono le porte ad una nuova stagione per l'umanità, dove sarà la generazione distribuita di energia elettrica da fonti rinnovabili a ripristinare l'equilibrio tra uomo e pianeta".

lunedì 8 luglio 2013

Fai da te - Ecco come utilizzare le vecchie riviste


Ci sono alcuni vecchie riviste da cui non volete proprio separarvi? Nessun problema, esiste un modo per riciclarle e trasformarle in una pratica seduta. Realizzarla è semplicissimo. Vi basta impilarle fino a raggiungere l'altezza desiderata, poggiarci su un cuscino di qualunque colore e fissarle con delle cinghie ad una base di lengno. In pochi minuti avrete realizzato una seduta originale e soprattutto bella da vedere.
Siete anche voi amanti del fai da te e del ricilo? Inviate le vostre creazioni complete di didascalia all'indirizzo info.melaverdenews@gmail.com 

lunedì 17 giugno 2013

Collezione Brecce: ecosostenibilità e tecnologia unite per creare una nuova e avvolgente esperienza sensoriale




Brecce è la collezione di lampade in legno di cedro dell'Himalaya (cedrus deodara), creata dal giovane designer Marco Stefanelli in collaborazione con Trecinquezeroluce. Un progetto e una filosofia fortemente legati al concetto di sostenibilità che garantiscono una manifattura 100% italiana e il totale rispetto dell’ambiente. Il legno impiegato, infatti, proviene da alberi caduti per cause naturali e la totalità degli elementi che compongono le singole lampade sono riciclabili o ottenuti da fonti rinnovabili. La bellezza di questa collezione è che ogni esemplare è irripetibile.

lunedì 10 giugno 2013

The New Italian Design in mostra a San Francisco dall'11 al 24 giugno


Dall'11 al 24 giugno nell’ambito dell’anno della cultura italiana negli Usa, intellettuali, designers e artigiani italiani e statunitensi si incontreranno a San Francisco in occasione del progetto Making in Italy – Making in Usa: Artisanship, Technology and Design. Innovating with Beauty. L’obiettivo è costruire un ponte tra l’eccellenza del made-in-Italy nel creare bellezza e la capacità industriale e tecnologica della Silicon Valley. In esposizione The New Italian Design del Triennale Design Museum di Milano: un progetto che nasce dalla collaborazione tra la Fondazione Giannino Bassetti, il Consolato Generale d’Italia e l’Istituto di Cultura Italiana a San Francisco: incontri, eventi e dibattiti tra artigiani, makers e intellettuali italiani e statunitensi, cultori del bello ed esperti di nuove tecnologie, uniti nella definizione e realizzazione dell’economia della bellezza.
 In foto la lampada di Marcantonio Raimondi Malerba

venerdì 31 maggio 2013

Denis Oudendijk e Jan Körbes architetti dell’immondizia




Denis Oudendijk e Jan Körbes si definiscono garbage architect (architetti dell’immondizia).  Insieme hanno fondato Refunc, un laboratorio in cui creare strutture sperimentali e microarchitetture mobili basate su materiali di scarto. La scelta dell’architettura del riuso è anticonsumistica, perché si oppone al culto ossessivo del nuovo a tutti i costi. Inoltre, consente di sfruttare l’energia grigia dei prodotti. Si tratta del dispendio energetico impiegato per la produzione che, in caso di smaltimento, viene buttato in discarica.


Ecco cosa dicono Denis e Jan: «L’architettura dell’immondizia assume un significato profondo in un mondo in cui le materie prime stanno diventando sempre più esigue. Ci consideriamo più logici che ecologici. È semplicemente razionale ridare una funzione ai materiali di scarto perché le loro qualità e il loro specifico valore non vadano perduti in processi di riciclaggio non sempre intelligenti. Durante i nostri viaggi, soprattutto nell’ex blocco orientale dell’Europa, abbiamo scoperto che l’architettura senza architetti  ossia quella che deriva direttamente dalla necessità, fornisce più ispirazione rispetto ai progetti rigidamente pianificati».

mercoledì 6 febbraio 2013

SOSTENIAMO IL DESIGNER PUGLIESE MARIANO SPADARO – BASTA UN CLICK PER VOTARE ‘SEDUTA LAICA’, LA SUA CREAZIONE ECOSOSTENIBILE




Cari amici, animalisti, ecologisti o fortuiti passeggeri, chiedo a tutti voi un piccolissimo favore che aiuterà a contribuire alla creazione di prodotti realizzati nel totale rispetto dell’ambiente e a far conoscere un giovane designer (mio concittadino) che ha fatto dell’ecosostenibilità una vera e propria linea di principio. Il suo nome è Mariano Spadaro e sta partecipando ad un importante concorso di green design con un progetto ambizioso che promette di limitare i consumi e gli sprechi. Quello che vi chiedo è di VOTARE IL SUO PROGETTO. Bastano davvero pochi secondi per farlo e non costa nulla. Si può votare tramite Facebook, Twitter o accedendo al sito del concorso. Per votare ora CLICCA QUI


SEDUTA LAICA, questo è il nome della sua creazione (la vedete in foto) iscritta al contest I WANT IT AND I WANT IT NOW ideato da Formabilio, una startup che guarda al business ma pensa etico, infatti tutti i designer e le aziende italiane iscritte partecipano con prodotti sostenibili e innovativi. Ed è proprio quello che ha fatto il designer pugliese realizzando una comoda seduta di manifattura 100% italiana destinata ad armonizzare qualunque tipologia di ambiente: dal tavolo di un ristorante a quello di casa. Spesso si sottovaluta l’impatto che può avere una singola sedia sull’ambiente, figuriamoci di migliaia di esemplari prodotti con materiali e solventi che oltre a creare danni permanenti al pianeta sono nocivi per la salute umana. La sedia che vi invito a votare è praticamente una seduta a impatto zero che se dovesse avere la fortuna di vincere il contest sarebbe prodotta in serie ma senza arrecare danno di alcun tipo. Per saperne di più ho chiesto direttamente all’autore del progetto.

mercoledì 4 aprile 2012

Investire nel green design - Intervista all'architetto designer siciliano Vito Tripolone


Secondo il Rapporto GreenItaly 2011, negli ultimi tre anni circa 370.000 imprese italiane (precisamente il 23,9%) hanno investito e investiranno nelle nuove tecnologie verdi, ridistribuendo equamente in tutto il Paese un’occupazione sostenibile per il 38% dei casi: 227.000 “assunzioni verdi” su un totale di circa 600.000. La metà dei nuovi impieghi si può ricondurre ai classici “green jobs”: settore delle energie rinnovabili, tutela dell’ambiente, efficienza energetica, mobilità ed edilizia sostenibile. Il primo posto delle aree con il più alto tasso occupazionale (70% delle assunzioni) va al settore del green-building.


Investire in un prodotto o in un progetto verde ha i suoi vantaggi: per prima cosa si combatte l’inquinamento ambientale utilizzando esclusivamente materiali ecosostenibili che non hanno nessun impatto deleterio sul pianeta. In secondo luogo, da un punto di vista estetico e stilistico i risultati possono essere davvero strabilianti. Lo testimoniano per esempio le numerose creazioni dei talentuosi designer italiani: originali, sofisticate, efficaci, innovative e soprattutto ecologiche. Le idee nascono da un creativo connubio tra architettura e natura con l’obbiettivo di ridisegnare e rendere “vivi” gli interni di una casa, un ufficio, uno store, ecc. A contribuire al grande successo del green design è certamente l’utilizzo di un nuovo materiale, il Moss, un muschio naturale che non necessita di interventi di manutenzione e che vive negli ambienti interni nutrendosi esclusivamente dell’umidità naturale dell’aria. Grazie al Moss, in ogni ambiente si può ritagliare un angolo verde, creando giardini verticali o complementi d’arredo come ad esempio un lampadario con orto sospeso, un tappeto vegetale, una parete in fiore, un soffitto d’erba e così via.


Ci racconta la sua esperienza il giovane architetto/designer siciliano Vito Tripolone.