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giovedì 16 gennaio 2020

Greenpeace lancia un corto di animazione con la voce di Giorgia: la casa delle tartarughe è in pericolo


Greenpeace lancia oggi “Tartarughe in viaggio”, il corto di animazione realizzato per l’organizzazione dal pluripremiato studio Aardman, creatore tra gli altri di “Galline in fuga” e “Wallace e Gromit”, che mostra come i nostri oceani siano in pericolo e quanto sia importante agire subito per proteggerli.
Con la partecipazione straordinaria dei premi Oscar Olivia Colman and Dame Helen Mirren, per la versione internazionale, e di Giorgia e Adriano Giannini, doppiatori per la versione italiana, il video racconta la storia di una famiglia di tartarughe che tenta di tornare a casa, in un oceano che è sempre più minacciato da cambiamenti climatici, inquinamento da plastica, trivellazioni petrolifere e pesca eccessiva.
La cantautrice Giorgia, doppiatrice di “mamma tartaruga”, dichiara: “Sono felice di dar voce a una tartaruga grazie a Greenpeace. La casa è quanto di più prezioso abbiamo, uno spazio sicuro per noi e la nostra famiglia. Eppure la stiamo togliendo a tartarughe, balene, pinguini e tanti altri animali. Se non agiamo ora, rischiamo di causare danni irreversibili ai nostri oceani e di perdere alcune specie per sempre. Spero che questo corto faccia prendere coscienza a sempre più persone dei danni che stiamo causando al mare".
Negli ultimi 500 anni le popolazioni di tartarughe marine si sono fortemente ridotte, principalmente a causa della caccia. Oggi le principali minacce alla loro sopravvivenza sono la pesca industriale, l’urbanizzazione costiera, l’inquinamento e i cambiamenti climatici.  Le tartarughe marine migrano per migliaia di chilometri attraverso i mari per spostarsi tra le spiagge dove nidificano, le aree dove si accoppiano e quelle più ricche di cibo per alimentarsi. 

In contemporanea all’uscita del corto, Greenpeace lancia oggi i risultati di uno studio realizzato per tracciare le migrazioni delle tartarughe liuto, la specie di tartarughe più grande al mondo, dalle aree di riproduzione in Guyana francese. Lo studio “Turtles Under Threat mostra come a causa dei cambiamenti climatici le tartarughe debbano viaggiare quasi il doppio per raggiungere le aree dove si alimentano consumando una gran quantità di energia. Questo potrebbe avere impatti gravissimi sulla loro già ridotta capacità di deporre uova. Il numero di uova deposte dalle tartarughe marine sulle spiagge della Guyana francese rispetto agli anni Novanta è diminuito di circa 100 volte, con meno di 200 nidi per stagione, rispetto ai 50 mila di allora.

“Sei delle sette specie di tartarughe marine sono minacciate di estinzione e senza un'azione urgente la situazione non potrà che peggiorare. Non c’è più tempo da perdere: i governi di tutto il mondo devono firmare un Accordo Globale che garantisca la reale protezione degli oceani. La comunità scientifica chiede di tutelare almeno il 30 per cento della superficie marina entro il 2030 con una rete di Santuari per permettere alla vita marina di sopravvivere in un mondo sempre più minacciato dalle attività umane, cambiamenti climatici in primis” dichiara Giorgia Monti responsabile Campagna mare di Greenpeace Italia.

Un Accordo Globale sugli oceani verrà definito alle Nazioni Unite quest’anno. Greenpeace ha inviato ieri al Ministero degli Esteri una lettera per chiedere che l’Italia, originariamente uno dei paesi promotori del trattato ma recentemente assente dai negoziati internazionali, assuma una posizione forte a tutela degli oceani.

Leggi il rapporto “Turtles under threat” (in inglese): www.greenpeace.org/international/publication/28181/turtles-under-threat/

giovedì 24 ottobre 2013

Oggi è l'ultimo giorno per dire no al petrolio nel Canale di Sicilia


Il WWF ha individuato in tutto il mondo sei icone di natura minacciate da petrolio, carbone e gas, come il Gran Lago degli Orsi in Canada,  l’isola di Palawan nelle Filippine e tra le specie i narvali, la tartaruga verde e la balena grigia. Tra le sei icone mondiali c’è anche l’isola siciliana di Pantelleria, minacciata dai progetti per la costruzione di piattaforme petrolifere, per scongiurare i quali il WWF Italia ha avviato quest’estate la campagna “Sicilia: il petrolio mi sta stretto” con l’obiettivo di creare una nuova area protetta a Pantelleria, l’unica isola del Canale di Sicilia a non essere tutelata. La campagna diventa quindi internazionale e oggi è l'ultimo giorno per  dire no al petrolio nel Canale di Sicilia e unirsi al coro di Luca Zingaretti e dei velisti della Sagola Biotrading che stanno regatando intorno alla Sicilia per la Rolex Cup Middle Sea Race portando i messaggi della campagna, e dei 35.000 italiani che hanno già firmato la petizione.

lunedì 23 settembre 2013

Aiutateci a salvare i due attivisti Greenpeace arrestati dalla Guardia Costiera Russa e detenuti senza assistenza


Nel tentativo di occupare la piattaforma petrolifera della Gazprom nella Russia Artica, la nave di Greenpeace Arctic Sunrise è stata assalita e sequestrata dalla Guardia Costiera russa che ha arrestato tutti i membri dell'equipaggio, tra cui Cristian, un italiano. Solo alcuni sono stati riportati a bordo, tra cui un ragazzo con un braccio rotto, mentre altri trenta ragazzi sono ancora nelle loro mani La protesta pacifica di Greenpeace ha scatenato la reazione spropositata e inaccettabile della Guardia Costiera Russa che ha sparato 11 colpi di avvertimento contro l'Arctic Sunrise minacciando tutti gli atvisti con armi e coltelli. Marco e Sini sono stati arrestati e ad oggi sono ancora nelle mani della Guardia Costiera russa, detenuti senza alcuna rappresentanza legale. I due attivisti non sono soli: fanno parte di un movimento globale (di cui sono fiera di far parte in qualità di cyberattivista) che cresce ogni giorno in difesa dell’Artico e dell'intero pianeta. In questo momento in tutto il mondo, Italia inclusa, si sta protestando presso le ambasciate russe chiedendo il rilascio immediato dei nostri ragazzi. DATECI UNA MANO!! Come? Cliccate sui link sotto per scoprirlo:
- INVIATE UNA MAIL ALL'AMBASCIATA RUSSA IN ITALIA (tramite un modulo da compliare online sul sito di Greenpeace)
- ADERITE ALLA CAMPAGNA SAVE THE ARTIC (siamo già in 3.935.301, ti basta firmare la petizione)

mercoledì 12 giugno 2013

No alle trivellazioni nel Canale di Sicilia

  
Dove tutte le navi passano, dove tutti i pescatori pescano, lo Stato Italiano vorrebbe trasformare il tragitto, da libero qual è, ad una corsa ad ostacoli.



"L’Italia è il paese di navigatori, poeti e santi. Riguardo ai navigatori, le pagine di cronaca dei nostri quotidiani ci confermano che il settore della navigazione non sforna più illustri nocchieri. Come poeti siamo insuperabili, basti pensare che il petrolio si “coltiva” e gli impianti si dicono di “coltivazione”. Riguardo ai santi … non ci rimane che affidarci a loro in caso le coltivazioni vadano male".
Marco Costantini, Responsabile Mare WWF Italia