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giovedì 20 febbraio 2014

Pet Therapy: una terapia singolare e sorprendente




Grazie alla Pet Therapy gli animali non sono solo più merce di consumo o semplici passatempi, ma sono impiegati a livello terapeutico con soggetti portatori di handicap, cardiopatici, ansiosi, depressi, anziani e bambini affetti da disturbi anche gravi della personalità, in ospedali, carceri, centri psichiatrici e centri di recupero per tossicodipendenza. In questa terapia è fondamentale individuare nell'animale la chiave di lettura dei risultati raggiunti.
L’utilizzo in modo consapevole degli animali in terapia risale al 1792, anno in cui William Tuke in Inghilterra incoraggiava i suoi pazienti, malati mentali, a prendersi cura degli animali, intuendo la capacità di incentivare l'autocontrollo e l'influenza umanizzante di questi ultimi. Nel 1867, in Germania, un istituto per pazienti epilettici inserì per primo cani, gatti e altri animali nei suoi programmi terapeutici. Nel 1953 il neuropsichiatria infantile Boris Levinson, scoprì l'azione positiva di un animale su un bambino con comportamenti autistici e iniziò le prime ricerche sugli effetti degli animali da compagnia in campo psichiatrico. Fu lui, infatti, a coniare il termine Pet Therapy nel suo libro “The dogs as Co-therapist”. Il significato letterale poteva riassumersi in “terapia dell’animale da affezione”. Oggi questa definizione è superata visto che l’attività con gli animali è stata inserita in nuovi contesti terapeutici, educativi, ludici, ricreative e sociali.  Ad ogni modo la Pet Therapy sbarcò in Italia solo nel 1987 durante un convegno svoltosi a Milano su “Il ruolo degli animali nella società”.
Secondo l'Associazione Interdisciplinare Coterapie, si tratta di una co-terapia strutturata secondo differenti  tipologie di intervento così definite:Attività Assistite con Animali (AAA): interventi di tipo educativo o ricreativo, con la generale finalità di migliorare la  qualità della vita degli assistiti; Terapie Assistite con Animali (TAA): interventi finalizzati al miglioramento di alterazioni di disturbi fisici, della sfera emotiva e cognitiva, conseguenza di determinate patologie e malesseri emozionali e psicologici. Tale tipologia d’intervento prevede la possibilità di monitorare sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo i risultati raggiunti nelle diverse fasi terapeutiche realizzate da professionisti specificamente formati; Educazione assistita con Animali (EAA): raccoglie quei processi educativi che prevedono l'impiego dell'animale. Generalmente rivolto alle Scuole.
Ovviamente il personale che opera nel campo delle attività e delle terapie assistite dagli animali, necessita di una formazione adeguata e di un perfezionamento continuo affinché ogni progetto possa essere ideato, pianificato e realizzato nel modo più aggiornato ed efficace possibile, nel rispetto delle esigenze dell’utente e animale. Ora, su richiesta di alcuni lettori, diamo uno sguardo più approfondito all’utilizzo della Pet Therapy con bambini affetti da particolari patologie, grazie alla consulenza della psicoterapeuta cognitivo comportamentale Liliana Bruno.

lunedì 20 maggio 2013

Presentata nuova proposta di legge per certificare la pet therapy come co-terapia




L’on. Michela Vittoria Brambilla ha depositato alla Camera gli obiettivi della proposta di legge "Disciplina delle attività e delle terapie assistite dagli animali". Il testo è stato presentato a Monza, nel centro Maria Letizia Verga, specializzato in leucemie infantili, dove un nuovo progetto di pet therapy prenderà il via nei prossimi giorni con l'associazione Frida's Friends. La proposta di legge mira a colmare un vuoto. Alcune Regioni (Puglia, Piemonte, Veneto e Friuli-Venezia Giulia) hanno legiferato sull'argomento, ma manca ancora una legge-quadro nazionale, che riconosca esplicitamente la pet therapy e definisca criteri e standard validi per tutti.

«Ai nostri bambini malati - ha spiegato la parlamentare -deve essere garantito l'accesso ad ogni possibile attività e terapia che possa aiutarli e dare loro beneficio. È intuitivoche il contatto e l'interazione con gli animali domestici generino benessere e migliorino la qualità della vita delle persone sia dal punto di vista fisico che da quello psicologico. Ma dopo l'esperienza di Levinson negli anni Cinquanta, si è diffuso in tutto il mondo l'apprezzamento per le potenzialità terapeutiche di questa antichissima relazione. Poiché manca una disciplina nazionale che definisca figure professionali, standard e procedure, nasce la mia iniziativa che punta a superare lo spontaneismo, per tutelare adeguatamente pazienti, medici, operatori e gli animali stessi

mercoledì 9 gennaio 2013

Firma la petizione per consentire agli anziani gli animali d'affezione negli ospizi. Io l'ho fatto




Molto spesso quando un anziano non più autosufficiente, ma possessore di un animale domestico, viene portato in una casa di riposo (l’ospizio per intenderci) subisce una grave ingiustizia: l’amico a quattro zampe che fino a quel momento è stato probabilmente l’ultimo suo vero e fedele amico, gli viene strappato con forza dalle braccia. In molti casi il povero animale viene letteralmente scaricato per strada, in altri sbattuto in canile. E in tutto questo nessuno si rende conto del grave danno morale che si causa a due esseri viventi abituati a farsi compagnia a vicenda.
In Italia il riconoscimento ufficiale delle attività e delle terapie assistite dagli animali si riconduce alla pubblicazione del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n°51 del 03/03/2003, approvato in data 28 febbraio 2003, recante disposizioni in materia di Benessere degli Animali da Compagnia e Pet Therapy, su proposta del Ministro della Salute. Tale Decreto recepisce l'accordo stipulato il 6 febbraio 2003 tra il Ministero della Salute, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano e sancisce, per la prima volta nella storia del nostro Paese, il ruolo affettivo che un animale può avere nella vita di una persona, nonché la valenza terapeutica ed assistenziale degli animali da compagnia.                  

Per fortuna si sono quindi diffusi sul territorio nazionale centri impegnati nella ricerca ed organizzazione di programmi di Pet Therapy. In ambito geriatrico sono molteplici gli studi che hanno evidenziato effetti positivi della presenza di animali sul comportamento degli anziani:
 - riduzione del malessere psicologico
 -  nelle case di riposo aiuto all'adattamento al nuovo ambiente
 - calo della percezione della solitudine
VUOI CONTRIBUIRE AL MIGLIORAMENTO DELLA VITA DI UNA PERSONA ANZIANA IN UN OSPIZIO? FIRMA LA PETIZIONE QUI