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giovedì 29 dicembre 2016

Impariamo a dire stop alla produzione e al commercio delle pellicce


Quando grandi e piccole firme espongono in vetrina o lasciano sfilare in passerella costosissime pellicce tralasciano un particolare: quei capi d’abbigliamento sono il prodotto d’infinito dolore, di litri e litri di sangue versato inutilmente ma soprattutto sono sinonimo di morte. Se nella Preistoria la pelliccia poteva avere una sua ragion d’essere, oggi il suo utilizzo da parte del genere umano non ha alcun senso se non quello di soddisfare un’immorale vanità.
Gli animali da pelliccia vengono allevati in gabbie strette e anguste adatte a far risparmiare spazio all’allevatore, ma soprattutto a impedire il movimento dell’animale che potrebbe rovinare la sua pelliccia. Il benessere dell’animale dovrebbe valutarsi in base alle 5 libertà cui gli animali hanno diritto e al rispetto delle esigenze dettate dalle caratteristiche della singola specie:
  • Libertà dalla sete, dalla fame e dalla cattiva nutrizione;
  • Libertà di avere un ambiente fisico adeguato;
  • Libertà dai danni fisici;
  • Libertà di manifestare le caratteristiche comportamentali specie-specifiche normali;
  • Libertà dalla paura;
Negli allevamenti non si può certo dire che vengano rispettati i loro diritti!!
Chiusi in piccole gabbie, costretti a muoversi su superfici innaturali che spesso portano al ferimento delle zampe (reti metalliche), isolati dai loro simili, alimentati in maniera innaturale. La loro vita è molto breve (il tempo necessario perché la loro pelliccia sia utilizzabile) e poiché non sono animali destinati all’alimentazione umana, le carni non vengono sottoposte a controlli. Il che permette agli allevatori di utilizzare composti chimici e farmacologici in grado di tenere in vita gli animali anche in condizioni così assurde.
Proprio come accade nelle nostre prigioni, anche per questi esseri viventi vivere in minuscoli e degradati spazi genera episodi di violenza, automutilazione e aggressività.
 Per rendere una minima idea di quanta morte e sofferenza implichi ogni singola pelliccia vi riporto una tabella con il numero di animali necessari per confezionarne una.
Animale
Numero di pelli
Agnello droadtail
 30 – 45
Agnello Karakul
18 – 26
Bob-cat
15 – 20
Castoro
16 – 20
Cavallino
6 – 8
Cincillà
130 – 200
Coyote
12 – 16
Criceto
120 – 160
Ermellino
180 – 240
Fishe
18 – 25
Foca (cucciolo)
5 – 8
Gatto
20 – 30
Ghiottone
5 – 7
Lince
8 – 18
Lontra
10 – 20
Lupo
3 – 5
Martora
40 – 50
Moffetta
60 – 70
Nutria
25 – 35
Ocelotto
12 – 18
Opossum
30 – 45
Procione
20 – 35
Puzzola
50 – 70
Scoiattolo
120 – 200
Tasso
10 – 12
Topo muschiato
60 – 110
Visone
30 – 50
Volpe
10 – 20
Wallaby
20 – 30
Zibellino
50 – 80
Fortunatamente la vendita delle pellicce è in calo ma è in aumento quella degli inserti, ossia tutto ciò che serve ad ornare giacche, borse, parka, stivali, cappotti ecc. Questi prodotti di dimensioni ridotte rispetto ad una pelliccia da indossare comportano lo stesso spargimento di sangue: non si tratta di un capo d’abbigliamento innocente.

E non fatevi ingannare da chi le spaccia per pellicce sintetiche. La pelliccia è vera nel 90% dei casi e spesso viene colorata, rasata, intrecciata o resa più ruvida per essere spacciata per sintetica. Quando entrate nei negozi per acquistare un capo con inserti in pelliccia finta e super economica state ben attenti, perché la maggior parte delle volte questa pelliccia proviene da cani, gatti o altri malcapitati animali domestici, e viene venduta come sintetica. Questa sorte tocca a tantissimi randagi ma anche a cani o gatti di proprietà con un pelo particolare che da un giorno all’altro vengono sottratti ai propri padroni.

L’utilizzo di qualunque pelliccia è deprecabile. Bisogna smetterla di associare la pelliccia al lusso. Impariamo a collegarla a litri di sangue versato, teste mozzate e torture indicibili inferte agli animali per soddisfare le stupide voglie della mente umana.



martedì 6 dicembre 2016

Tortorella presa a calci dal prof - Una petizione per chiedere giustizia


Una tortorella ferita, ritrovata nel giardino di una scuola media, è stata brutalmente uccisa a calci da un insegnante dell'istituto di fronte agli sguardi attoniti e terrorizzati degli studenti che all'insegnante avevano invece chiesto AIUTO per salvarla.
Dai racconti dei ragazzi è emerso tutto l'orrore per questa scena e il rumore delle ossa che si rompevano a causa dei calci.

Trattandosi di un evento di estrema gravità, oltremodo aggravato dall'essere stato perpetrato da un 'educatore' di fronte a studenti di una scuola media, l'OIPA UDINE (organizzazione internazionale protezione animali) chiede che venga fatta piena luce sull'accaduto e che si prendano provvedimenti esemplari nei confronti di chi si è reso colpevole dell'uccisione di una creatura innocente e di aver procurato uno shock a dei minorenni in un ambito, come quello scolastico, che dovrebbe essere, invece, una garanzia di serenità emotiva e di crescita nel principio del rispetto della vita. 

 
Le firme verranno inviate al Direttore del plesso scolastico ed al MIUR Ministero per l'Istruzione, sede di Udine.

lunedì 19 settembre 2016

Firma la petizione "Stop ai pulcini nel tritacarne"

Negli allevamenti che producono galline ovaiole, i pulcini maschi (inutili al mercato in quanto non in grado di produrre uova, né adatti alla produzione di carne di pollo) sono gettati vivi in un tritacarne. Questi sono gli orrori della produzione di uova! Queste crudeltà non sono casi isolati, ma si tratta del 'normale' processo usato in tutto il mondo, Italia compresa, per eliminare gli animali che 'non servono' alla produzione di uova
 Per saperne di più sulla pratica, in uso in tutto il Mondo (Italia compresa), di gettare i piccoli pulcini maschi nel tritacarne in quanto 'inutili' alla produzione di uova consultare il link https://www.youtube.com/watch?v=X1VGOFJnel8  
Perchè firmare?
- Per fermare la pratica in uso nelle fabbriche di uova di tritare vivi i piccoli pulcini maschi e le povere galline a 'fine carriera', riconoscendoli come Animali da Compagnia, con tutte le conseguenze e i diritti ex lege.  Ricordiamo che è impossibile consumare uova senza uccidere i pulcini maschi prima e le galline dopo.
- Per bloccare l'aberrante pratica di tagliare e castrare i polli mentre sono ancora vivi, per farli divenire dei capponi. I polli, hanno gli organi genitali interni; per questo la loro castrazione è davvero terribile: devono far loro uno squarcio sul fianco, al vivo, aprirli con un divaricatore, procedere quindi a cercare gli organi genitali per poi reciderli e ricucire il fianco come se fossero pupazzetti di pezza.
Invece sono animali vivi! In molti allevamenti procedono quindi alla rasatura, sempre al vivo, di tutta la cresta, al fine di riconoscere i polli castrati da quelli ancora da castrare. Inutile aggiungere che gli animali in questa operazione chirurgica da macellai si dimenano e urlano, e strappandosi tutte le penne della parte superiore. Un dolore paragonabile a quello che patiremmo noi se ci strappassero tutti i capelli. Anzi di più, perchè la penna ha un fusto enormemente più robusto.
 - Per evitare in qualsiasi modo e forma le mutilazioni degli animali allevati (taglio del becco, castrazioni o altre mutilazioni) chiediamo sia vietata in qualsiasi forma (anche religiosa o rituale) la loro macellazione al vivo senza anestesia.

giovedì 11 dicembre 2014

A Capodanno dì no ai botti e tutela gli animali - Ecco i consigli dell'addestratore comportamentalista Luigi Polverini


La notte del 31 dicembre è per gli animali indimenticabile. Non perché facciano il conto alla rovescia in vista del un nuovo anno, ma perché rappresenta per loro un vero e proprio incubo. Scoppi, botti, luci, flash spaventano a morte cani e gatti di casa. Senza dimenticare tutti quelli che vivono fuori.

"Va premesso che se c'é una paura all'origine, questa non é risolvibile in pochi giorni.
Deve però passare il messaggio che per il bene e per l'incolumità degli animali è meglio fare qualche piccola rinuncia" dice in un'intervista all'ANSA l'addestratore e comportamentalista Luigi Polverini. Ecco allora i consigli dell'esperto:

MAI SOLI, SOPRATTUTTO I CANI

Non lasciare che i nostri piccoli amici affrontino in solitudine le loro paure. Trascorrere con loro almeno le due ore più critiche della notte più rumorosa dell'anno. I gatti sono più abili a risolvere i problemi in solitaria. I cani affrontano le difficoltà in collaborazione. Ecco perché l'uomo è fondamentale.

EVITARE DI LASCIARLI ALL'APERTO
Se l'animale domestico rimane fuori casa, ad esempio in giardino, si è impotenti ad intervenire. L'unica salvezza è averlo preparato prima ad affrontare da solo la paura. Potrà scavarsi una buca, rintanarsi da qualche parte, trovare un rifugio di fortuna. In alcuni casi fuggono.

NELLA PAURA CAPACI DI TUTTO

Gli animali domestici, soprattutto i cani, sotto l'effetto della paura sono capaci di tutto, anche di saltare dalla finestra o di scavalcare recinzioni e cancelli. Con il rischio di morire, di essere essere investiti e di provocare incidenti automobilistici.

COME PREVENIRE

La notte di Capodanno, quando scatterà l'ora x, la cosa migliore è distrarre l'animale, giocandoci, in modo da stornare l'attenzione dalla paura. Evitare di prendere in braccio l'animale o di accarezzarlo: al contrario di quanto molti pensano, questo rinforza e asseconda le paure.

SE SI NASCONDONO
Nel caso in cui gatto o cane si nascondano, vanno lasciati dove sono perché considerano sicuro quel rifugio. Rimanere sereni e tranquilli.

SEDATIVI E CALMANTI

Se c'é certezza di panico, un tranquillante è accettabile ma solo sotto consiglio di un veterinario qualificato e con sostanze che agiscano in modo graduale. Uno dei rischi frequenti è, altrimenti, il collasso.

CRISI DI PANICO IN ATTO
Se è in corso una crisi l'unica strada da percorrere è il contenimento dell'animale, per evitare che si faccia del male. Metterlo al sicuro, in casa, chiudendo finestre e porte. Passata la crisi, non va accarezzato ma, ribadisce l'esperto, bisogna dare un senso di normalità.

IN CASO DI SMARRIMENTI

La prima cosa da fare è una denuncia ai carabinieri o alla polizia ma servono l'identificativo del microchip o il numero di tatuaggio. Purtroppo senza questi mezzi la ricerca sarà difficile. Poi si possono affiggere locandine con le foto, avvisare le associazioni animaliste e visitare canili e gattili.

ATTENZIONE AI BOTTI INESPLOSI

Nei giorni vicino a Capodanno, raccomanda l'esperto, bisogna fare attenzione ai botti inesplosi: i bambini li raccolgono con le mani, i cani vanno a prenderli con la bocca. Il rischio è quello delle mutilazioni.

giovedì 15 maggio 2014

La festa del sacrificio delle Mauritius




Circa sei mesi fa li investigatori dell’associazione Animals Australia hanno condotto un’indagine nelle isole Mauritius, luogo paradisiaco in cui numerosi bovini vengono barbaramente uccisi durante la Festa del Sacrificio. L’Australia è finita più volte sotto i riflettori animalisti sia per le condizioni di trasporto imposte agli animali da reddito, sia per la brutalità dei macelli. Il toro protagonista del video (che per scelta non contiene scene sanguinose) è solo uno dei tanti animali che affrontano il trasporto dall’Australia alle Mauritius per essere sacrificati davanti a folle bramose e consenzienti.
«La sua morte è stata violenta e tragica. Gli animali venivano trascinati con violenza fuori dai camion, legati al muro e lasciati in sofferenza per due giorni. Nell’ultimo giorno della loro vita, i tori terrorizzati inciampavano febbrilmente mentre le corde avvolgevano le loro zampe facendoli cadere per terra. Collassavano esausti quando l’ultimo sprazzo di energia era stata inutilmente spesa per opporsi alla prigionia. E dopo aver sopportato tutto questo arrivava il brutale taglio della gola accompagnato da calci di disperazione. Gli sfortunati tori delle Mauritius erano stati direttamente procurati da un importatore australiano, in chiara contravvenzione alle regole dell’esportazione di animali vivi» raccontano i membri dell’associazione Animals Australia

lunedì 31 marzo 2014

Video - La triste sorte degli agnelli


Ogni anno a Pasqua vengono uccisi 2 milioni tra agnelli, capre e pecore. L'agnello è divenuto emblema della tradizione cristiana generalmente associato a Gesù come simbolo di purezza e pulizia da ogni peccato. Il primo Papa della Chiesa, San Pietro definì il nostro Profeta così: "Gesù è l'agnello senza difetti e senza macchia", Giovanni invece ne parlò definendolo "l'agnello di Dio". Poi magicamente si narra che al momento della sua resurrezione fu sacrificato un agnello in suo onore. E di qui partì la tradizione. Forse molti non sanno che le Sacre Scritture dipingono Gesù come "difensore" di ogni specie animale, al punto che ai giorni nostri potrebbe essere definito un Attivista Vegano, poichè MAI mangiò animali e nessuno dei loro derivati. Guarda caso un passo tratto da un vangelo apocrifo recita:  
"Dopo che Gesù si prese cura di una gattina, alcuni notarono che aveva cura per ogni creatura, e gli domandarono il perchè, ed Egli rispose: "Sì, sono vostri fratelli e sorelle. Chi si prende cura di loro, si prende cura di Me. Chi le maltratta, fa soffrire Me!".

ECCO CHE SUCCEDE A QUESTE POVERE CREATURE  POCHI GIORNI PRIMA DI FINIRE NEL PIATTO!





lunedì 10 febbraio 2014

Ennesima vittima dell'indifferenza

Durante una mattina soleggiata a Palermo, un cavallo morto giace all'ombra di alcuni bidoni come un qualsiasi rifiuto abbandonato. Leggo ora quest'assurda notizia sulla pagina dell'ENPA che chiede di vietare la macellazione dei cavalli. Da quel che leggo, ogni settimana si svolgono corse clandestine di cavalli, che di solito vengono dopati (non che sia una novità) e spesso muoino di stenti per le strade. Chi resiste più a lungo finisce direttamente nei macelli clandestini (poi sulle tavole di chi considera il cavallo un alimento) o venduti a compratori compiacenti, per poi fare la stessa fine dei precedenti. Come le corse clandestine di cavalli passino inosservate è un mistero, ma lo è ancora di più l'indifferenza che regna di fronte ad un cadavere abbandonato per strada come un sacco di spazzatura. Un'immagine che fa male al cuore. Per lo meno al mio.

La giraffa Marius giustiziata davanti ai bambini

Ancora una brutta notizia proveniente dalla Danimarca. Colpevole di essere il frutto di un rapporto endogamico, ossia fra esemplari imparentati, il piccolo Marius (una giraffa di appena18 mesi) è stato ucciso ieri con un colpo di pistola alla testa. Inutile precisare che Marius godeva di uno stato di salute perfetto. Tutto questo perchè? Per impedire al giovane esemplare di riprodursi nel rispetto della normativa dell'associazione degli zoo europei. Non solo: il suo corpo è stato fatto a pezzi di fronte a bambini e visitatori macabramente incuriositi. I suoi resti sono stati barbaramente in due "porzioni": una da destinare agli studi scientifici, l'altra (qualla più abbondante) è stata servita come "pasto" per i felini della struttura. Per questo motivo la giovane giraffa non è stata soppressa con un’iniezione letale che avrebbe “contaminato” le sue carni. A nulla, infatti, sono valse le mobilitazioni, le migliaia di firme raccolte dagli animalisti o le offerte di adozione da parte di zoo e parchi europei. L'Enpa ha dichiarato: "Ricorreremo al Parlamento Ue per fermare questa barbarie".
Destino allucinante quello del piccolo Marius, nato e ucciso in cattività per volontà della mente umana.
Ancora una volta, per un capriccio supportato da ridicole moitivazioni scientifiche, sono state sovvertite  le leggi della natura. Il direttore dello zoo ha giustificat consanguineità o così ai microfoni della BBC la morte della giraffa: "Eliminarlo è necessario per evitare la nel gruppo e mantenere bene la popolazione delle giraffe. Se tutte le specie si riproducono bene, poi si deve accettare che ci sia un surplus di animali che non possono essere inclusi nella catena genetica senza causare problemi di consanguineità".Ora atraverso una petizione il modo animalista chiede quanto meno le sue dimissioni: FIRMA QUI
 

venerdì 8 novembre 2013

Complessi e idee distorte: grazie Barbie!

Basta guardare quest'immagine della bambola più popolare del mondo per comprenderne i messaggi subliminali.Tipo: è giusto scuoiare degli animali innocenti per confezionare una lussuosa e costosa pelliccia da sfoggiare nelle fredde serate invernali. E' giusto soffrire la fame e rasentare l'anoressia pur di essere magrissima e apparentemente sensuale. E' normale arrivare a indebitarsi per inseguire un'idea di lusso e perfezione dettata da mercati subdoli e immorali. Grazie Barbie!

martedì 17 settembre 2013

Romania: è iniziata la strage dei randagi - Non restiamo fermi a guardare!


So che molti di voi non gradiranno la visione di quest'immagine. Io stessa ho lo stomaco contorto. Ma è importante che tutti sappiano che in Romania è iniziata l'annunciata strage di randagi. Questi piccoli quattrozampe innocenti hanno bisogno del nostro aiuto: sistemazioni temporane, preaffidi e adozioni. Se ciò non fosse possibile vi prego almeno di fare diffusione.

Lamento Rumeno è l'associazione che si occupa ufficialmente dei nostri fratelli senza voce. Contattatela all'indirizzo presidente@lamentorumeno.org o al numero di telefono skype
 Laura  349 288 67 51.
 Se desiderate contribuire con una piccola donazione, questi sono i dati che vi servono:
conto corrente postale n. 70994579
bonifico codice Iban IBAN IT16 S076 0112 3000 0007 0994 579
paypal: info@lamentorumeno.org

martedì 3 settembre 2013

Quando si pronuncia la parola CORRIDA...


Durante il Festival della Corrida tenutosi nel nord della Colombia, due uomini sono morti e quindici persone sono state ferite gravemente dai tori (QUI il video). Mi dispiace? Assolutamente no.
Quando si pronuncia la parola CORRIDA non bisogna pensare ad una colorata arena in festa, ad un'espressione artistica o folkloristica di stampo spagnolo e sudamericano. Bisogna pensare e proiettare nella mente la lenta agonia di un povero toro sacrificato per compiacere centinaia di stronzi paganti. Tanto per capirci, il toro è un erbivoro alquanto pacifico, che trascorre le giornate pascolando. Un bel giorno poi, verso il quarto anno di vita, si ritrova scaraventato nell’incubo più atroce: la corrida. In una costosa arena, attorniato da sguardi che bramano sangue, il povero toro viene trafitto dalle picche (che provocano dolore ed emorragie), da arpioni travestiti da bandierine colorate (che dilaniano i muscoli), dalla spada e dai coltelli (emorragie polmonari e soffocamenti) finchè ad un certo punto, agonizzante e dolorante, stramazza al suolo e il suo cuore smette di battere tra applausi, incitamenti e complimenti al torero aguzzino. Spesso, prima di esssere trascinato via, al toro vengono tagliate le orecchie e la coda (i trofei del torero) mentre magari non è ancora morto, è paralizzato ma ancora cosciente.
Come se non bastasse, nelle ore che precedono il suo ingresso nell’arena, il toro viene tenuto al buio, drogato, purgato, picchiato sui reni con sacchi di sabbia. Le zampe vengono cosparse di trementina per impedirgli di star fermo, gli occhi spalmati di vaselina per annebbiargli la vista. Nelle narici e nella gola viene infilata della canapa per rendere difficoltosa la respirazione, mentre nelle carni aghi vengono iseriti degli aghi che ovviamente gli procurano ulteriore dolore. 
E poi qualcuno si dispiace per il torero incornato o  morto dissanguato...

mercoledì 17 luglio 2013

IL FOIE GRAS PER I PROFANI




IL FOIE GRAS È IL FEGATO MALATO DI UN’OCA O DI UN’ANATRA CHE È STATA SOVRALIMENTATA FORZATAMENTE, PIÙ VOLTE AL GIORNO, PER MEZZO DI UN TUBO METALLICO, LUNGO 20-30 CM, INFILATO IN GOLA E SPINTO GIÙ FINO AL RAGGIUNGIMENTO DELLO STOMACO.



La produzione di fegato grasso implica la nascita di 80 milioni di anatroccoli ogni anno e 800.000 piccoli di oca. Per definire il fegato d’oca «foie gras» l’ingozzamento è obbligatorio. Gli anatroccoli nascono in un’incubatrice: le uova sono messe sopra dei carrelli all’interno di grandi armadi di incubazione. Per quanto riguarda le anatre, solo i maschi vengono ingozzati, l’utilizzazione delle femmine è vietata (vengono eliminate alla  nascita). Il fegato delle femmine non va bene perché diventerà troppo nervoso. Gli uccellini sono quindi selezionati per sesso dal momento in cui escono dall’uovo. Un giorno, gli anatroccoli e i piccoli d’oca verranno trasportati in un allevamento che li condurrà alla fase dell’ingozzamento all’età di circa 80 giorni. L’ingozzamento consiste nel somministrare forzatamente - con l’aiuto di un tubo inserito a forza in bocca, in gola e fin nello stomaco dell’animale - cibo in grande quantità, molto energetico e tutt’altro che equilibrato. Questa operazione richiede da 45 a 60 secondi con il metodo artigianale. Invece con il metodo industriale (largamente predominante) solamente 2-3. Questo consiste nell’utilizzare una pompa idraulica o pneumatica che ingozza gli uccelli due volte al giorno.

venerdì 21 giugno 2013

Video documentario d'inchiesta - La verità nei macelli d'Europa


Questo breve video documentario di presentazione è stato girato tra 2007/2008 dall'associazione spagnola Igualdad Animal. Un attivista per i diritti degli animali del Gruppo di Inchiesta riuscì ad infiltrarsi in diversi macelli europei per accedere ai segreti che essi nascondono. Sono disponibili tutti filmati, le foto e un dossier con agghiaccianti testimonianze su IgualdadAnimal - http://www.mataderos.info/

lunedì 10 giugno 2013

Numeri per segnalare le violenze sugli animali


Segnala e denuncia sempre le violenze sugli animali. Al contrario il tuo silenzio aiuterà sempre gli oppressori.

giovedì 30 maggio 2013

80 animali decomposti nascosti in casa - Arrestate tre donne negli Stati Uniti

Cani, gatti, uccelli, galline, furetti e cervi: in tutto ottanta animali in avanzato stato di decomposizione stipati in frigo e nei lavelli. Questo è lo scenario raccapricciante che gli agenti di polizia del South Carolina (Stati Uniti) hanno scoperto nell'abitazione di Rebecca Keith (58 anni, in foto) e delle sue due figlie Amanda (33) e Sara (31). Giunti lì per eseguire un ordine di sfratto, gli agenti sono stati accolti da un fetore nauseabondo e hanno visto gli animali stipatinei vari elettrodomestici con la spina staccata. Il pavimento era cosparso di escrementi, mentre mosche e vermi avevano invaso l’intera abitazione. La donna si è giustificata dicendodi non aver seppellito gli animali poiché «erano parte della famiglia» e non voleva separarsi da loro. 

mercoledì 29 maggio 2013

Via libera alla caccia ai conigli selvatici nelle Egadi


"Al primo posto ci sono l’agricoltura e la protezione di prodotti tipici come le viti di Pantelleria o le lenticchie di Ustica". Si giustifica così il via libera alla caccia ai conigli selvatici che minacciano i vigneti di Ustica, Salina e Pantelleria nelle Egadi. Ma non finisce qui: l'incremento del turismo venatorio favorirebbe notevolmente l'economia locale. Finora la caccia era vietata, ma l’aumento della presenza di animali, secondo i promotori del provvedimento (Fazio, Ruggirello, Clemente) danneggerebbe le colture. Il via libera arriva da una riunione congiunta delle commissioni Attività produttive e Territorio che hanno così apportato una modifica del Piano faunistico venatorio che regola la caccia nell’Isola.

venerdì 24 maggio 2013

Se avete cuore non comprate questa roba - I collari elettrici provocano sofferenze inutili

Se avete cuore e soprattutto buon senso non alimentate il mercato di questi prodotti. I collari elettrici sono pericolosi e per un motivo da ricercare nei soliti interessi economici, in Italia sono legali. Guarda caso l’ordinanza Storace che effettivamente vietava l’utilizzo (ma non la vendita) dei collari elettrici e di altri analoghi strumenti che provocano effetti di dolore sui cani, è stata oggetto di un ricorso al TAR da parte delle ditte produttici, che purtroppo hanno vinto il ricorso. In conclusione l’ordinanza (GU n. 158 del 9-7-2005) è stata abrogata dal TAR del Lazio.
A cosa ci si può appellare per condannarne l'uso o quanto meno per far riflettere proprietari sadici e immorali? Rimangono alcune leggi regionali (molto poche) che effettivamente ne vietano l’uso.
E rimane, ovviamente, la legge contro i maltrattamenti grazie cui  la  Cassazione, con la sentenza numero 15061 terza sezione penale, ha condannato proprio per maltrattamenti una donna che era stata denunciata per aver usato sul proprio cane  un collare elettrico “antiabbaio”. In quel caso la Corte ha precisato che: “L’uso dei collari elettrici costituisce incrudelimento senza necessità nei confronti di animali, suscettibile di dare luogo quanto meno al reato di cui all’articolo 727 Cp: “ogni comportamento produttivo nell’animale di sofferenze che non trovino giustificazione nell’insuperabile esigenza di tutela non altrimenti realizzabile di valori giuridicamente apprezzabili“.

mercoledì 24 aprile 2013

India - Liberati 229 animali destinati ad una morte atroce


In India esistono gruppi non molto conosciuti ed associazioni che nonostante le difficoltà si impegnano costantemente in azioni di liberazione animale. Quelli che vedete in foto sono solo alcuni dei 229 tra mucche, bufali e vitelli destinati alla morte e salvati dall'organizzazione People For Cattle in India. In tutto sono stati fermati ben 8 camion pieni di queste povere creature ammassate tra loro in condizioni disumane.
PFCI si concetra principalmente sull'intercettare e chiedere il sequestro degli animali trasportati illegalmente. Sono già tantissimi quelli salvati e quest'ultima azione non ha probabilmente precedenti nella storia del movimento per i diritti di tutti gli animali. Un rifugio, con l'ausilio di molte persone, si è preso la responsabilità di ricevere ed accudire gli animali.




giovedì 4 aprile 2013

Video - Orrore negli allevamenti che forniscono McDonald in Cile


A seguito della campagna pubblicitaria “Al di là della cucina” promossa nel 2013 dalla multinazionale McDonald, EligeVeganismo ha deciso di indagare intorno agli allevamenti e macelli fornitori dell'azienda in Cile. L'investigazione mostra animali tenuti in spazi ristrettissimi, schiacciati fra loro ai limiti dell’immaginabile, evidentemente feriti o malati, sporchi e impauriti. Macelli come vere e proprie industrie in cui i corpi straziati sono semplici oggetti da inserire in una catena di montaggio. 



Sito ufficiale: http://masalladelahamburguesa.com/
Foto - © Elige Veganismo