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venerdì 15 giugno 2012

WWF PROGETTO TURTLE - SALVIAMO LE TARTARUGHE




Le tartarughe marine abitano il nostro pianeta, ma il loro numero rischia di abbassarsi ulteriormente a causa dell’uomo. la tartaruga comune Caretta caretta è sempre più rara perchè sempre più minacciata. Ogni anno nel Mar Mediterraneo muoiono più di 40.000 tartarughe. A minacciare la loro esistenza aumentandone il rischio d'estinzione sono principalmente  la pesca illegale e la cementificazione e il degrado delle coste
Le spiagge di nidificazione vengono compromesse, a volte irrimediabilmente, dalla cementificazione causata unicamente dalla presenza dell’uomo. Ma la minaccia più grave è data dagli attrezzi da pesca, come reti a strascico, ami dei palangari e reti fisse, dai quali un gran numero di tartarughe viene catturato accidentalmente. Il WWF è impegnato, assieme ai pescatori, al fine di trovare delle soluzioni per rendere gli attrezzi da pesca sostenibili sia per le tartarughe sia per le altre specie marine
 Un modo per aiutrle può essere quello di aderire al Progetto Turtle lanciato dal WWF versando un piccolo contributo in modo tale da poter:

- Aumentare i campi di sorveglianza sulle spiagge per difendere i nidi di tartaruga
- Supportare l'acquisto di medicine e strumenti chirurgici per salvare le tartarughe ferite
- Contribuire a donare due grandi vasche per tartarughe al centro di Lampedusa

Un uleriore modo è firmare la petizione contro la pesca illegale ed eccessiva. Ogni giorno le tartarughe devono evitare sacchetti di plastica che possono soffocarle, reti da pesca ed ami dei “palangari pelagici” (lenze lunghissime dalle quali pendono centinaia di ami) usate per la pesca al pesce spada. Poi ci sono gli “scontri” con le eliche dei motoscafi e gli incontri con gli squali… solo pochissime tartarughe (appena l’1%!) riescono ad arrivare all’età adulta (pensare che vivono anche oltre i 100 anni) e a riprodursi; per farlo hanno bisogno di spiagge pulite e non affollate.

venerdì 28 ottobre 2011

PETIZIONE: STOP ALLA PESCA ECCESSIVA

          
La pesca eccessiva ha consumato gli stock ittici in Europa e nel mondo. Di pesce, ormai ce n'e' poco. Nelle acque europee circa il 70% degli stock ittici sono sovrasfruttati. Si pescano piu' pesci di quanti ne nascono. Specie simbolo come il tonno rosso del Mediterraneo o il baccalà dell'Atlantico sono stati enormemente sfruttati per decenni.
L'Europa ha purtroppo sempre mal gestito la pesca. La sua politica comune della pesca (PCP) è attualmente in fase di revisione. Abbiamo, quindi, un'opportunità unica per assicurare un futuro per i pesci e per vedere i nostri mari prosperare di nuovo. Serve una vera e propria riforma radicale della politica della pesca europea.

martedì 9 agosto 2011

In Inghilterra il tonno sarà sostenibile, in Italia no



Avete presente le scatolette di tonno Mareblu? Bene. L’azienda produttrice britannica Marine World Brand (MWB) ha annunciato che entro il 2016 utilizzerà esclusivamente tonno pescato in maniera sostenibile (amo e lenza o reti a circuizione) nel 100% dei suoi prodotti. Benissimo. Il problema è che tale trattamento sarà riservato solo al tonno venduto con il marchio John West, dunque solo sul mercato britannico. Male.

Questo significa che in Italia le scatolette Mareblu conterranno ancora tonno pescato con metodi di pesca che danneggiano l’ecosistema marino, come i sistemi di aggregazione per pesci, i FAD.

Cosa provocano? Innanzitutto l’uccisione