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martedì 7 aprile 2015

Uccide a bastonate tre cagnolini, ora rischia il carcere

Prima li ha bastonati fino a ucciderli. Poi non contento ha stretto attorno al collo di ognuno un filo di nylon e infine li ha gettati in una scarpata. Così sono morti tre cuccioli di cane, un maschio e due femmine. Nel corso di alcuni sopralluoghi, il personale del Comando Stazione di Balsorano, ha rinvenuto, in località Collepiano, tre cuccioli di piccola taglia, senza vita e in avanzato stato di decomposizione.
I cani di razza meticcia, di circa tre mesi d’età, avevano ancora i lacci di nylon legati al collo. Come scoperto dai forestali, responsabile dell’orrenda vicenda è risultato essere S.R.C., residente a Balsorano e proprietario degli animali. L’uomo è stato denunciato e rischia una condanna dai 3 ai 18 mesi per aver cagionato la morte dei cagnolini con crudeltà e senza necessità. L’autore della strage di cagnolini, messo alle strette dagli agenti del Comando Stazione di Balsorano, ha infatti confessato di aver barbaramente ucciso i tre cani percuotendoli più volte con un bastone, di averli legati e gettati nella scarpata adiacente un terreno di sua proprietà.Oltre al reato di cui all’articolo 544 bis del Codice Penale, all’autore della vicenda è stata contestata anche la sanzione amministrativa relativa alla mancata iscrizione degli animali all’anagrafe canina del Comune.
I cani, dopo il verbale di constatazione di morte rilasciato dal medico veterinario del Servizio di Sanità Animale della Asl, sono stati smaltiti per infossamento.
Il Responsabile del Nucleo Investigativo per i Reati in Danno agli Animali (Nirda) del Comando Provinciale di L’Aquila, commissario Irene Sebastiani, sottolinea: “La difesa dei diritti degli animali è una delle mission del Corpo Forestale dello Stato. L’animale va considerato quale essere senziente in grado di percepire dolori e sofferenze e così se qualcuno uccide un animale d’affezione, domestico o selvatico, con atti cruenti, con inflizione di gravi sofferenze fisiche, senza giustificato motivo, compie un reato e può essere punito”.

giovedì 10 ottobre 2013

Sequestrato il canile Parrelli dove i cani venivano maltrattati e uccisi



Riporto di seguito la nota stampa che ho ricevuto questa mattina dalla Federazione Italiana Diritti Animali inerente al sequestro del sequestro del canile Parrelli in seguito agli episodi di uccisione e maltrattamento degli animali al suo interno.

A otto mesi dalla consegna alla Procura della documentazione attestante il maltrattamento e l’uccisione degli animali all’interno del canile “Parrelli”, oggi Feder F.I.D.A. segna la prima vittoria della serie: il sequestro della struttura. Ma Feder F.I.D.A. non si ferma qui; abbiamo già consegnato agli Organi preposti nuovo materiale. A Febbraio scorso a consegnare il materiale schiacciante ai carabinieri di Tor Bella Monaca, ci aveva pensato la presidente Loredana Pronio. In una delle registrazioni audio consegnate da Loredana Pronio agli investigatori, l’anziana proprietaria della struttura diceva: “Quanto mi piacerebbe sopprimerli tutti, che morissero tutti! Ormai questa è una mafia... Ormai non mi salvo da questi!”.

martedì 1 ottobre 2013

L'olocausto romeno è iniziato - Come aiutare i randagi che rischiano una brutale e inutile soppressione?


Purtroppo l'incubo è divenuto realtà. E'entrata in vigore la legge ammazza-randagi in Romania. In molti canili pubblici in realtà le uccisioni erano già in corso e la cosa più assurda è che la legge romena non ha permesso alle associazioni di assistere alle eutanasie per controllare i metodi utilizzati. Tutti i vagabondi e gli orfanelli a quattro zampe verranno accalappiati, portati in canile e uccisi con eutanasia dopo 14 giorni, se in questo lasso di tempo non verranno adottati o reclamati dal proprietario. Per non parlare di tutti i cittadini che stanno dando il loro "anonimo contributo volontario" avvelenando i cani col veleno per topi o prendendoli letteralmente a sassate. “Lo sterminio di massa è del tutto inutile a risolvere le situazioni di randagismo in Romania, – ha commentato l’ENPA – dove si rischia un massacro immane. Le autorità lo fermino finché sono in tempo.”
Ha ragione Laura Pontini, presidente dell'associazione Lamento Rumeno Onlus quando dice: "O qui interviene la Comunità Europea con un monito nei confronti della Romania o la mattanza sarà perpetua fino a che non ci saranno più randagi da sterminare. Il randagismo esiste perchè c’è chi ha tutto l’interesse di mantenerlo vivo (Italia inclusa). Ripeterò all’infinito che l’unica soluzione è rappresentata dalle sterilizzazioni e se solo questi criminali corrotti avessero il buon senso di accettare un protocollo comune tra le associazioni animaliste operative su territorio, la cosa potrebbe risolversi in breve e agevolmente".

COSA POSSIAMO FARE NOI?

giovedì 26 settembre 2013

Cane da caccia ucciso a fucilate: ritrovato il corpo tra le campagne




Lasciato morire dissanguato per terra, con la schiena trivellata di colpi. Questa è la sorte toccata ad un giovane setter. Secondo LAV «Non è un fatto raro che un cane di una razza solitamente utilizzata per la caccia muoia di morte violenta. Si tratta purtroppo di situazioni abbastanza comuni, e vicino alla riapertura ufficiale della stagione della caccia possono avere una maggiore incidenza. A dispetto di quello che sostengono i cacciatori, cioè di amare i loro cani, molto spesso quegli stessi cani che li hanno accompagnati nelle loro battute fanno la fine degli altri animali». Secondo LAV, l’uccisione con arma da fuoco è evidente dai grossi fori presenti sul dorso dell’animale, che non era munito di microchip: l’identificazione del proprietario, responsabile o meno che sia della sua morte, sarà quindi pressoché impossibile.
Fonte:All4animals

venerdì 20 settembre 2013

Spinning Dog, l’osceno rituale bulgaro



Ogni giorno scopro una nuova forma di maltrattamento riservata agli animali. Purtroppo a farne le spese sono quasi sempre i cani, più facili da reperire, catturare e torturare. A Brodilovo, in Bulgaria, Bulgaria ad esempio hanno inventato un nuovo passatempo: il dog spinning. È una sorta di rituale pagano eseguito ogni anno il 6 marzo, con lo scopo di allontanare gli spiriti maligni della primavera. Come funziona questo spinning dog? La macabra usanza prevede l’attorcigliamento dei cani ad una corda legata all’estremità di due pali. I poveretti vengono sospesi sopra uno specchio d’acqua tendendo al massimo la corda. Quando quest’ultima viene rilasciata all’improvviso i cani iniziano a girare vorticosamente fino a cadere violentemente in acqua. Durante il rituale la folla si accalca, urla e si eccita mentre il povero cane attende inconsapevolmente la rotazione e lo schianto  con gli occhi terrorizzati. Nel 2005, quando i media hanno mostrato al mondo intero questa pratica aberrante, c’era stato uno stop. Ma ora il sindaco di Brodilovo, Petko Arnaudov, ha rinnovato il rituale affermando che:

mercoledì 18 settembre 2013

Cane cieco gettato nel fiume con le zampe legate: salvato da canoisti di passaggio


Come ci si può definire esseri umani se poi di umano non c'è nessuna traccia? Le vittime di queste menti sadiche e violente sono sempre i più deboli. Lucio ad esempio è un cane anziano, completamente cieco con una grave forma di artrite. Forse, vista l’età e la malattia, qualcuno ha ben pensato di porre fine alla sua vita (forse perchè ritenuto inutile) legandogli le zampe, appesantendolo con delle pietre e lanciandolo nel fiume. Ad evitare l’annegamento del cane sarebbe stato il basso livello dell’acqua: alcuni canoisti, infatti, vedendolo annaspare e incapace di riguadagnare la riva, hanno provveduto a liberarlo dalle pietre e a portarlo in salvo. Lucio è stato successivamente ricoverato presso un ambulatorio veterinario di Saragozza. Nonostante il pericolo corso, le sue condizioni di salute sarebbero discrete: è ancora disorientato e spaventato ed è sottoposto ad una cura antibiotica. Ora si cerca una famiglia disposta ad adottarlo e a garantirgli amore e cure necessarie.
il cane cieco gettato in un fiume con una pietra legata alle zampe. L’animale, ribattezzato Lucio, è stato successivamente ricoverato presso un ambulatorio veterinario si Saragozza: nonostante il pericolo corso, le sue condizioni di salute sarebbero discrete. Ad evitare l’annegamento del cane sarebbe stato il basso livello dell’acqua: i canoisti, vedendolo annaspare e incapace di riguadagnare la riva, hanno provveduto a liberarlo dalla pietra e a riportarlo sulla terraferma. Lucio è un cane anziano, completamente cieco e soffre di una grave forma di artrite, e forse proprio nell’età del cane e nella malattia sono da ricercarsi le ragioni del sadico tentativo di uccisione. Per lui, una volta che starà meglio, si cercherà una nuova famiglia. Al momento attuale è ancora disorientato e spaventato ed è sottoposto ad una cura antibiotica.

Fonte originale dell'articolo: http://www.all4animals.it/2013/09/16/foto-spagna-salvato-cane-cieco-gettato-in-un-fiume-con-una-pietra-legata-alle-zampe/
Rispetta il lavoro degli attivisti: riporta sempre la fonte originale dei contenuti che prelevi.

Grazie!
il cane cieco gettato in un fiume con una pietra legata alle zampe. L’animale, ribattezzato Lucio, è stato successivamente ricoverato presso un ambulatorio veterinario si Saragozza: nonostante il pericolo corso, le sue condizioni di salute sarebbero discrete. Ad evitare l’annegamento del cane sarebbe stato il basso livello dell’acqua: i canoisti, vedendolo annaspare e incapace di riguadagnare la riva, hanno provveduto a liberarlo dalla pietra e a riportarlo sulla terraferma. Lucio è un cane anziano, completamente cieco e soffre di una grave forma di artrite, e forse proprio nell’età del cane e nella malattia sono da ricercarsi le ragioni del sadico tentativo di uccisione. Per lui, una volta che starà meglio, si cercherà una nuova famiglia. Al momento attuale è ancora disorientato e spaventato ed è sottoposto ad una cura antibiotica.

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il cane cieco gettato in un fiume con una pietra legata alle zampe. L’animale, ribattezzato Lucio, è stato successivamente ricoverato presso un ambulatorio veterina

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sabato 7 settembre 2013

Romania: eutanasia per i randagi - La strage è alle porte



"Gli esseri umani sono al di sopra dei cani". Con queste parole il presidente della Romania, Traian Basescu, ha chiesto al governo di approvare una legge di emergenza che permetta di uccidere con l'eutanasia migliaia di cani randagi a Bucarest, citando il caso di un bambino che è stato morso da un vagabondo e poi ha perso la vita. Attualmente, la legge consente solo l'uccisione dei cani randagi che sono malati. Le autorità per tutta risposta hanno fatto sapere che circa 1.100 persone sono state morse da bestiole vagabone a Bucarest nei primi quattro mesi del 2013. Al suo discorso il presidente ha anche aggiunto che ha adottato tre cagnolini senza proprietario e che gli amanti degli animali dovrebbero fare lo stesso. Dunque, se non dovesse cattare un'immediata adozione di massa, per tutti quei randagi che non verranno aiutati dovrebbe scattare l'eutanasia.

venerdì 30 agosto 2013

Arrestato trafficante di cani - I 20 cuccioli sono stati affidati all'ENPA

I venti cuccioli – 19 maltesi ed un bulldog francese – sequestrati ieri dalla Polizia Stradale ad un trafficante dell'est, fermato sull'A1 all'altezza del Comune di Cervaro (Frosinone), sono stati affidati ad Antonio Fascì, responsabile del Servizio Nazionale Guardie Zoofile Enpa e caponucleo delle Guardie Zoofile di Caserta. L'uomo al quale sono stati sequestrati i cani, che era già stato segnalato nel 2012 per trasporto illegale di cuccioli, deve ora rispondere di traffico illecito e maltrattamento di animali. Dai primi accertamenti medici condotti sugli animali è emerso che molti dei cuccioli sono affetti da cimurro; nelle prossime ore verranno eseguite ulteriori ed approfondite analisi per accertare che i cagnolini non presentino ulteriori patologie. Gli animali rimarranno nella struttura fino a quando non avranno completato il percorso di riabilitazione, dopo di che saranno pronti per essere dati in affidamento. «Il traffico di cuccioli provenienti dai Paesi dell'Est è una piaga terribile, alimentata da anche da chi in Italia non si fa scrupolo di lucrare sulla pelle degli animali», dichiara Antonio Fascì che prosegue: «Su questo fronte è fondamentale non abbassare la guardia ma, proseguire le azioni di contrasto con la stessa determinazione mostrata dagli agenti della Polizia Stradale della Sottosezione di Cassino, che ringrazio di cuore per l'efficienza di cui ha hanno prova. Dal canto loro, i volontari della Protezione Animali continueranno, come hanno sempre fatto, a combattere questa battaglia affinché nessun animale venga più introdotto illegalmente nel nostro Paese». fonte: ENPA

mercoledì 28 agosto 2013

Io non lo abbandono - Video amatoriale creato da volontari di strada

"Un cane non se ne fa niente di macchine costose, case grandi o vestiti firmati... Un bastone marcio per lui è sufficiente. A un cane non importa se sei ricco o povero, brillante o imbranato, intelligente o stupido... Se gli dai il tuo cuore, lui ti darà il suo. Di quante persone si può dire lo stesso?" (David Frankel)

lunedì 5 agosto 2013

Giocano a pallone con una cucciola di un mese e la buttano nell'immondizia

 Nel campo rom di Castel Romano alcuni individui hanno letteralmente giocato a pallone con un povero cagnolino di appena un mese, per poi lanciarlo agonizzante nell'immondizia alla fine della "partita". Le associazioni animaliste avevano più volte denunciato episodi di maltrattamento sugli animali nella zona, ma quanto successo negli scorsi giorni è semplicemente aberrante. Alcuni passanti hanno sentito le grida strazianti del piccolo che per fortuna è stato recuperato e trasportato al canile di Muratella, dove gli hanno prestato i primi soccorsi. Pare che il cane abbia riportato danni neurologici e ortopedici permanenti, ma  è ancora troppo piccolo per stabilire se potrà mai riprendersi. Adesso si cerca una famiglia che abbia realmente voglia di amarlo e accudirlo. Bea (questo il suo nuovo nome, la vedete in foto) verrà data in adozione al compimento dei 2 mesi, solo con controllo pre e post- affido, con obbligo di sterilizzazione.
Per informazioni CONTATTATE IL CANILE

mercoledì 3 luglio 2013

Romania – Partito il massacro dei cani in vista della stagione balneare




Nell’Europa dell’est sterminare i cani è quasi un’abitudine. Le catture continua no anche di fronte alle grida di cittadini e animalisti. Perché lo fanno? Perché potrebbero dare fastidio e disturbare i turisti. Nell’ultima settimana in Romania, su approvazione del sindaco Cristian Radu, centinaia di cani randagi sono stati rastrellati per le strade di Mangalia (una località turistica che si affaccia sul Mar Nero). Si parla di circa 400 animali spariti nel nulla, catturati da un’azienda ignota e trasportati in “canili attrezzati” di cui ovviamente non esiste traccia. La cosa assurda è che le uccisioni dei cani randagi sono vietate per legge in Romania dal 2008 ma continuano indisturbate in tutto il paese grazie alla corruzione diffusa e agli interessi economici legati alla gestione del randagismo.

giovedì 20 giugno 2013

La morte è la prima conseguenza dell'abbandono


Sembra che stiano dormendo, ed invece sono tutti morti. Questa è la triste sorte toccata ad alcuni cuccioli abbandonati in un cartone sotto il sole cocente di Cattolica Eraclea, in provincia di Agrigento. I piccoli sono stati depositati come spazzatura davanti alla porta di ingresso del Centro Recupero Tartarughe marine del CTS. All'arrivo degli operatori i soccorsi sono stati inutili poichè i cagnolini erano già morti. Vi lascio immaginare l'agonia che avranno subito queste piccole creature di appena trenta giorni.
Intervistata da GeaPress, Laura Samaritano (responsabile dell’OIPA) ha riferito:“Ho visto le loro espressioni, la bocca in modo particolare di uno di loro. Poi quelle mosche. Non voglio pensare a chi li ha abbandonati, non riesco a pensare ad un volto. Presenteremo denuncia contro ignoti, prevale il dovere civico ma sulle possibilità di rintracciare l’autore dello sciagurato gesto non credo che realisticamente ci siano molte possibilità“. Poco importa se chi ha abbandonato quei cuccioli ha scelto non il ciglio della strada ma un Centro di Recupero. Se crede di essersi così lavato la coscienza  si sbaglia di grosso. Spero che i suoi occhi arrivino ora a dare una occhiata all’interno di quella scatola di cartone”.
Fonte: GeaPress

giovedì 21 marzo 2013

Trovato in vita uno dei 48 cani sventrati per estrarre la droga


Con grande sorpresa è stato trovato in vita uno dei 48 cani sventrati per estrarre gli ovuli di cocaina: si tratta di un Dogue de Bordeaux (in foto un esemplare cucciolo). Un'operazione della Polizia di Stato contro gang di latinos dedite al traffico internazionale di droga e altri reati nel Nord Italia, infatti, ha permesso di eseguire 75 ordinanze di custodia cautelare con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro la persona, il patrimonio, traffico di droga e detenzione d'armi. Le gang di latinos utilizzavano cani di grossa taglia come vettori della droga che importavano, imbottendoli di cocaina prima della partenza per poi ucciderli e squartarli per recuperarla. Non vi era un posto preciso dove “aprire” i cani; l'importante era che il luogo fosse sufficientemente sicuro.
La droga prima di essere collocata nel ventre dei cani veniva avvolta in un cellophane, poi nella carta carbone (per essere impenetrabile ai raggi X) dopodicché ancora nel cellophane e dopo avvolta da uno scotch di vinile nero (ancor più resistente ai raggi X). Si stima che con questa sistema siano stati fatti 48 viaggi.  Gli animali utilizzati erano San Bernardo, Gran Danese, Dog de Bordeaux, Mastino Napoletano e Labrador.

mercoledì 6 marzo 2013

L’Italia condanna i metodi coercitivi di Cesar Millan e boicotta il suo show televisivo




Per chi non lo sapesse Cesar Millan, l’addestratore di cani più famoso del mondo, si appresta a girare il show televisivo anche in Italia. Probabilmente vi sarà capitato di guardare il suo programma “Dog Whisperer” su National Geographic o Cielo. Al momento si sta provvedendo al reclutamento di molti cani in canili italiani, inglesi e olandesi per girare le nuove puntate. Il suo staff, inoltre, sta contattando associazioni e gruppi animalisti per avere più supporto. Come sempre l’obiettivo del programma è offrire una seconda possibilità (ossia l’adozione) a cani “difficili” grazie alle tecniche “rieducative” di Millan.
Ma allora come mai Enpa, Lav, Lega Nazionale per la Difesa del Cane, Leidaa e Oipa, a nome della Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente invitano i canili e i rifugi italiani a non collaborare con il nuovo show televisivo di Cesar Millan? Per capirne le motivazioni vi invito a leggere il comunicato che posto qui sotto.